ENTRA NEL MONDO DI CHERONEA

La trilogia di Bruno de Filippis

Consigli di lettura e recensioni brevi
di Bruno de Filippis

1)     Anchorage

Oltre i confini della piccola parte di realtà che percepiamo

I romanzi che catturano la fantasia del lettore, come le storie della vita, non finiscono mai. Vi è sempre qualcosa di irrisolto, un seguito da raccontare, un “dopo” da disvelare. A questa logica non poteva sottrarsi Cheronea, il primo libro dell’autore Bruno de Filippis. Oltre ad essa, lo imponevano i personaggi stessi, i quali ormai, grazie all’intensità ed alla piacevolezza della prima vicenda, avevano vita propria e pretendevano di continuare ad esistere. Ecco così “Anchorage, Vivere per sempre”, che riparte da dove Cheronea si era concluso e riprende le vicende di Terra 2, il mondo supertecnologico dove la scienza rende possibile tutto ciò che in passato poteva ottenersi solo con la magia, ma apre una finestra anche su Terra 3, dove è in pieno svolgimento un capitolo dell’eterna lotta tra conservatori e progressisti e dove le figlie di Carla (eroina del primo libro), non più bambine, si trovano coinvolte in prima persona. Un libro agile, dallo stile televisivo, che si legge tutto d’un fiato e che, nelle pieghe dell’avventura, cela complesse problematiche sociali, politiche e religiose.

 

2)     Buddismo – buddismo per principianti

Una ricetta per la felicità

Questo non vuole essere un commento al Buddismo (non potrebbe certo esserlo in poche righe), ma soltanto al libro. In esso ci sono cose che mi piacciono molto, come il fatto che l’amore non viene rivolto solo nei confronti degli uomini, ma, in modo “sconfinato”, nei confronti di tutte le creature. Mi piacciono gli inviti a non fare del male agli esseri viventi, ad accettare sé stessi, ad essere gentili tutte le volte che si può (e si può sempre), mi piace la non demonizzazione e non colpevolizzazione della sessualità, a meno che non ferisca altre persone. (Però, come si fa? Dovrei rinunciare ad un amore per non far soffrire un altro pretendente?) Non mi piace il fatto che il dolore sia posto al centro del mondo e ne costituisca la chiave di lettura. Sì la sofferenza c’è, chi potrebbe negarlo, ma vi sono valori che la sopravanzano. Non mi piace la rinuncia ai desideri con la logica della “volpe e dell’uva”, non mi piace pensare che ci siano due giorni in cui niente può essere fatto, ieri e domani: concentrarsi sul momento presente va bene, ma è il domani il faro verso cui andare.

 

3)     Cheronea

Cheronea non è un libro

Cheronea non è un libro, è un biglietto per partire ed andare fuori dal mondo, in un luogo dove tutto è uguale ma diverso, il matrimonio non è fondato sul sesso, si crede nella religione del progresso e la tecnologia è utile agli uomini più di quanto non fosse, in passato, la schiavitù altrui. Eccellente ed avvincente. Si legge tutto di un fiato.

 

4)     Il leone e la sirena

Sogni in un mare tranquillo

Prendo appunti, come al solito, sulle frasi più belle e sui concetti più significativi contenuti nel libro. Dopo aver riempito tre pagine, smetto. Le riflessioni e le immagini sono tante, tracimano dal testo, come nutella da un panino riempito da mani golose. Meglio lasciarsi trasportare dalle parole e dalla storia, da una storia che parla di sogni da tirar fuori dal fondo del cassetto in cui si erano nascosti, di giornate in cui l’amore fa in modo che non si aspetti nulla perché tutto è già lì (immagine bellissima), di quanto sia bello farsi sedurre dalla fantasia e dalle sirene.

Vi è nel libro una filosofia di vita, in questo caso derivante da saggezza, ma generalmente più consueta in chi debba ancora percorrere i sentieri dell’esistenza che in chi li abbia già in buona parte percorsi, fondata sulla ricerca dell’amore come rimedio indispensabile alla solitudine, dell’amore come ragione di felicità, dell’amore come magia, a volte effimera, dell’amore vissuto quale punto di riferimento a qualsiasi età. È un libro sull’amore, inteso come bisogno di ricomporre sé stessi attraverso la simbiosi con un partner che dia senso alla vita, ma la ricerca, pur in contesti movimentati, viene vissuta come navigazione in un mare tranquillo, nel quale anche la passione è serena e sicura.

 

5)     In viaggio per Eroma

Viaggi, amore e sensazioni

Con il libro “In viaggio per Eroma”, scritto da Anna Rago e Annalisa Alfarano, il lettore viene preso per mano, per iniziare un viaggio verso l’orizzonte, nel quale emergono e vengono raccolti, come in un fascio di fiori di campo, i valori positivi della nostra cultura, dallo spirito sognatore al desiderio di libertà, dall’armonia alla pace, dall’amore verso la natura all’Amore con la A maiuscola.

Il libro è ricco, non solo di pensieri, ma anche di immagini, profumi, sensazioni ed è attraversato da un senso di magia, che si nasconde nelle cose e che solo l’attenzione agli angoli della strada, piuttosto che al corso principale, a ciò che è nascosto dentro di noi, piuttosto che nel chiasso esterno, può rivelare.

La tecnica di redazione comprende l’uso di tante fotografie, che aiutano a chiudere gli occhi e a immaginare di essere lì.

Il fascino del libro è lo stesso che assume, nei desideri delle persone, l’idea di viaggiare. I viaggi sono al primo posto tra le preferenze di tanti. Sono al primo posto quando si chiede: “Cosa faresti se vincessi la lotteria?” “Viaggerei, aiuterei gli altri, sistemerei la mia famiglia e viaggerei” è una delle risposte più consuete. Ed allora lasciamoci trasportare da questa nuova emozione, che il libro propone, e viaggiamo, seguendo un percorso che è metafora della vita.

 

6)     Labirinto assassino

Amore oltre il tempo

Il tempo è una medicina che cancella le passioni più travolgenti, lenisce i lutti più feroci, sbiadisce i ricordi più significativi, rende irriconoscibili a noi stessi ciò che eravamo. Leggendo “Labirinto assassino” di Raffaella Mammone vien da credere che vi siano amori che resistono al tempo. L’amore che viene raccontato è amore filiale, accompagnato dalla compassione per un destino infelice, per una malattia triste che colpisce una persona buona.

Il libro è anche una denuncia. È cronaca di tutti i giorni di errori e malfunzionamenti sanitari, di viaggi della speranza e cocenti delusioni, raccontati con traboccante sentimento ed altrettanta accuratezza, come se la conservazione di ogni particolare fosse un tributo da rendere alla persona per cui si scrive. Il libro è la storia di ciò che proviamo di fronte alla morte, padrona del mondo, ma non della speranza, signora dei corpi, ma non delle anime ed è la storia delle persone che incontriamo nel corso della vita, delle quali alcune sono umane ed altre no, incarnando una malvagità e indifferenza che noi possiamo scrollarci di dosso, ma che resta per sempre attaccata a loro.

 

7)     L’albero dormiente

Gli oggetti prendono vita

La storia inizia in una quieta atmosfera di serenità ed amore, dando il senso del fluire del tempo e dello scorrere delle generazioni. Il lettore viene subito proiettato nel mondo dei sogni e della magia, dove l’immaginazione può condurre oltre i limiti dello spazio, del tempo e della razionalità. Nel derby tra ragione e cuore, leitmotiv della trama, è subito chiaro per chi il libro parteggi.  

Gli oggetti prendono vita, la fiaba è metafora della realtà, le parole sussurrano, accarezzano, come una ninna nanna cantata da una giovane mamma. L’intenzione, tuttavia, non è quella di dilettare, ma di veicolare contenuti da porre a base dell’esistenza, dall’importanza delle radici e della memoria, all’amore per il mondo, al valore insostituibile dei sogni ed all’importanza di essere sé stessi

Non resta che immergersi nella lettura, lasciandosi condurre in un luogo dove chiudersi in un involucro per fuggire dal dolore significa perdere lo spettacolo incantevole del mattino.

 

8)     La passione secondo Totonno

Chiacchiere saporite

Grande difficoltà, per il critico, racchiudere in una ventina di righe, come da prassi, un libro che suscita innumerevoli sensazioni e commenti e grazie al quale scopriamo che possono esservi neuroni a specchio anche nel cervello dei seminaristi, che sguardi di odio e di disprezzo possono colpire i giusti, che le persone possono calmarsi come una pentola a pressione dopo spento il fuoco e che vi era un tempo nel quale l’ozono non si era ancora bucato e l’Europa godeva di un clima temperato. Siamo “a tavola” e l’Autore ci serve “chiacchiere saporite”, capaci di intrattenerci piacevolmente. Il libro merita tanti aggettivi. È fortemente legato, anzi “appiccicato” al territorio, porta in campo il senso del passato, è, con le sue descrizioni (che sconsigliano di leggerlo nelle ore in cui si abbia appetito) un manuale di buona cucina. È curato come un manicure professionale, è capace di far respirare la bellezza della natura, porta tracce (come per una pioggerella di parmigiano) di ricordi letterari e saggezza. È soprattutto intriso di vita vissuta, di odori (anche quelli meno nobili) e sapori. È, tutto sommato, un giallo, ma un giallo molto particolare, che ci porta a respirare l’atmosfera perduta del “paese” e della sua religiosità, buona e cattiva, mentre gustiamo un piatto di maccarunari a ragù ed un agnello alla brace.

 

9)     La piana del drago

 Un piccolo gioiello

Secondo alcuni, la fantasia è una burla che porta in un mare di nulla, secondo altri adoperarla è come servirsi, per spedire un messaggio, di WhatsApp, piuttosto che di penna, calamaio e di un affaticato piccione viaggiatore. Il libro “La Piana del drago”, di Marco Di Giaimo e Giuseppe Bono conforta questa seconda tesi. È un piccolo gioiello che dimostra come l’immaginazione sia in grado di arrivare più in alto e prima di dove scienza e ragione possano andare.
Si tratta di un libro che, per usare un’espressione trita - ma in questo caso vera – si legge tutto d’un fiato. L’interesse ed il ritmo incalzante non vengono mai meno. Non vi è chiaroscuro, i concetti di ciò che è bene e ciò che è male sono del tutto definiti, come le persone che li rappresentano, descritte con colorata terminologia e divise tra chi ha tanta cattiveria in corpo e porge la una mano come se tendesse un artiglio e chi ha una contagiosa aura positiva o un’ancora giovane voglia di comprendere gli enigmi di un lontano passato. Personaggi che si muovono sotto gli occhi di una madre natura desiderosa di prendersi una rivincita sulle violenze arrecate alla Terra. E sottotraccia vive un sentimento d’amore, lontano e impossibile, che il lettore spera alla fine venga prepotentemente alla luce, riaffermando, come è giusto, il suo potere.

 

10) La profezia dell’armadillo

Un grande pensiero

Ciao Calcare, vorrei scrivere due righe sul tuo libro, ma per farlo dovrei alzarmi e raggiungere il pc, e, come dici tu, meglio piuttosto farsi cavare gli occhi con un cucchiaino. Sbadiglio, inorridisco dinanzi alle tue melanzane mutanti, sbadiglio ancora dinanzi ai tuoi interrogativi filosofici (come è fatto un cammello visto di sotto?). Ti ringrazio, però, per aver dato grandi speranze a coloro che, da sempre, hanno trovato tutte le porte chiuse. Sei un benefattore dell’umore di intere generazioni. Grazie soprattutto per continuare a non credere che ogni cosa significhi solo sé stessa. Ma come hai fatto a concepirlo? È veramente un grande pensiero.

 

11) Lettere all’assente

Una pioggia leggera

Venti anni di pensieri, sensazioni, delusioni, speranze, immagini, racchiuse nei colori e nei misteri della poesia. Volerli recensire sarebbe vano come voler raggiungere, districandosi tra opposti, una sintesi del mondo o dell’uomo. Meglio gustare i versi, lasciarsi accarezzare dalla capacità di suggestione delle parole. Le poesie di Franca Grosso sono limpide e risolute, fino ad essere lapidarie quando occorre. Sono una pioggia leggera, capace di far sfumare il confine tra la notte ed il mattino, sono espressione di una perenne ricerca, una rincorsa di città lontane, sono un filo, un messaggio da decifrare, che scorre attraverso le fasi della vita, dalla “primavera tormentata alla stagione che non resiste agli assalti dell’inverno”, sono un invito alla ragione a non cercare di capire il cuore.

Il testo è espressione di un bisogno di comunicare rimasto inascoltato? Il titolo sembra indicarlo. Da qualche parte vi è “una pagina scritta che nessuno lesse”, in altra il messaggio a chi non c’è, ma non c’è mai stato, quasi ovunque il senso di una solitudine “amata”.

 

12) Mastro delle pietre

Un racconto a colori

“L’alba stava irridendo chi era stato terrorizzato dalla notte, chi aveva temuto che, una volta calato il sole, il buio avrebbe regnato per sempre sulla Terra”. È l’incipit di uno dei capitoli del racconto “Mastro delle pietre” di Donato Altomare, che condurrà il lettore attraverso luci e buio, terrore e speranza, che si alternano intorno alla dogmatica figura del mastro protagonista, sicuro di sé e delle pietre da cui trae straordinari poteri, che lo rendono quasi divino, ma che conserva la sua umanità e, con essa, una parte di vulnerabilità.

Il racconto ha sullo sfondo valori di generosità e cavalleria, che appartengono anche alle figure meno nobili della storia e si snoda attraverso i sentieri della fantasia, dove tutto diviene possibile e dove ogni particolare viene descritto attraverso vivide immagini e splendenti colori. Luci e colori sono una delle caratteristiche del narrato ed hanno tale intensità da dare l’impressione che l’Autore adoperi pennello e tavolozza invece che la tastiera di un pc ed un grigio programma di videoscrittura.
Donato Altomare non merita solo la definizione di artista del dipinto, ma riesce a creare una storia che, dall’inizio, cattura l’attenzione del lettore, rispondendo al primo requisito di ogni buon racconto, consistente nel suscitare la curiosità di vedere come andrà a finire, così spingendo a voltare la pagina successiva e poi quell’altra ancora, dimenticando per un attimo l’orologio e la sveglia che la mattina dopo lo troverà con qualche tempo di sonno in meno, ma con un’iniezione di spirito di avventura in più.

 

13) M’assale malinconia

Emozioni

Un libraio disse che i libri di poesie di autore non (ancora) famoso sono i più difficili da vendere. Sarà vero. Anch’io immagino che possano essere noiosi o melensi, enfatici o capaci di parlare solo ai loro autori. Il libro “M’assale malinconia” di Rita Sorrentino è un ragazzaccio che non rispetta questi canoni. Le poesie che racchiude come un piccolo scrigno contengono ben più di un velo di ironia e disincanto, che attribuisce loro un sapore agrodolce e fa sorridere ed annuire. E mentre annuisci, ne apprezzi la bellezza. Le parole fluiscono nel vento e provocano emozioni. Se un libro provoca emozioni bisogna leggerlo. Cosa c’è di più prezioso al mondo delle emozioni?

 

14) Nel mare delle ombre

Il gergo lunare

Il libro “Nel Mare delle Ombre” ci conduce in un luogo di “grigia desolazione”, presso una colonia lunare dove, se non ostacoli gli interessi dei potenti, tutto ti è concesso e nessuno ti giudica, ma dove imperano pregiudizi e discriminazioni, non diversi da quelli che da migliaia di anni circolano sulla Terra e dove (anche questo come da noi) “si riesce a campare solo grazie alle amicizie”. Marco Fedele non crea solo l’ambientazione del racconto, strutturandola e colorandola, ma le dà vita, inventando personaggi concreti e ben definiti e creando un gergo lunare, che il lettore impara a conoscere e dal quale potrà rubare qualche espressione, per usarla durante la giornata, certo che soltanto chi abbia letto il libro potrà capire. Con Marco, smetteremo di guardare la Luna da lontano e ci sembrerà di essere proprio lì.

La storia si snoda tra correttrici emozionali (prostitute) cavatappi (collaboratori di fiducia) e gatti zoppi (pericoli) e la trama corre sul filo del giallo, alternando attenti dialoghi e frequenti momenti di azione. Grazie a questi ultimi, vi è un susseguirsi di eventi che soddisfano il primo requisito che un racconto deve avere, vale a dire suscitare l’interesse del lettore e far sì che continui a sfogliarne le pagine, per capire “come andrà a finire”.

L’interesse del lettore di fantascienza è garantito dai particolari che parlano di un mondo più evoluto del nostro, nel quale l’ingegneria genetica ha prodotto il “grano del Ciad” che consente lo sfruttamento agricolo del deserto e dove l’attrezzatura sportiva domestica può comprendere una cyclette che virtualmente fa percorrere le strade di vere città, facendone realisticamente sentire i suoni e facendo avvertire la sensazione di vento sul viso. Da Pitagora (il nome della colonia) si può poi spingere lo sguardo più lontano, verso Marte, Giove ed i loro satelliti e verso incredibili avamposti esterni. Non resta quindi che leggerlo, accompagnandoci a “gente avvezza a lavorare strisciando e a cibarsi con le briciole di proventi giganteschi” ed a chi questi proventi li vorrebbe tutti per sé, essendo disposto a qualunque azione o intrigo pur di ottenerli.

 

15) Spiderman – Finché le stelle non si spegneranno

Occhi di ragazza

Recensito in Italia il 17 aprile 2020

Accidenti uomo ragno, che bella dichiarazione d’amore fai in questa storia!

Sarai pure un super eroe sfigato, ma questa volta il destino è solo apparentemente contro di te, dandoti modo di provare che una moneta può ruotare più volte ed infine cadere restando in piedi, né testa, né croce. Le coincidenze incredibili esistono in amore? Se si scatenano contro di te i mostri e ti bombardano le calunnie sarai capace di restare in piedi tanto da poter vedere gli occhi bellissimi di una donna innamorata?

 

16) Trono di spade (DVD)

Il segreto del suo successo

Viviamo sotto una coltre di ipocrisie e condizionamenti sociali, che forgiano abitudini e comportamenti, con la forza di un torchio potente. Ben vengano, sono indispensabili per l’esistenza della società civile, quale noi desideriamo che sia. Ma il Trono di spade piace perché mostra l’uomo nudo, con natura e istinti liberi. Un altro segreto del successo è nei frequenti colpi di scena, capaci di sorprendere anche lo spettatore più smaliziato. Vi è poi il fatto di essere realista: come avviene da noi, nessuno è al sicuro, nessun eroe è intoccabile. Gli autori non hanno bisogno di risparmiare e far durare i personaggi, la capacità di crearne dei nuovi e di far sì che siano odiati con forza o amati incondizionatamente è straordinaria.
Se si potesse votare al di fuori delle caselle predisposte, questa serie meriterebbe ben più di cinque stelle. Neppure sei basterebbero.

 

 

17) La decima vittima

Un libro che fa volare le idee

Ho letto questo libro molti anni fa e ora mi è ricapitato tra le mani. Ho sempre amato la fantascienza, perché è uno dei modi per uscire dalla prigione soffocante della realtà, dai limiti precisi che ci racchiudono, per immaginare vite e possibilità diverse. Se la fantascienza è pensiero alternativo, possono percorrerla validamente solo gli Autori che hanno idee e intuizioni. Robert Sheckley merita, a pieno titolo, si essere considerato tra questi. I suoi racconti sono rimasti in me, alcune delle sue invenzioni hanno costituito la base per successive elaborazioni, altri sono diventati ricordi non cancellabili. Credo che, a un libro, non possa farsi complimento migliore.

 

18) L’Istituto

 Come uno chef stellato

Ho letto che altri fanno paragoni tra le infinite opere di King e dicono che questo libro è oppure non è come quelli che a loro sono piaciuti di più. Io no. Mi immergo nelle storie di King e ogni volta penso che sia insuperabile nel creare storie del tutto originali, coinvolgenti e ricche di pathos. King è sempre capace di suscitare emozioni e le emozioni sono la merce più ricercata e preziosa. L'istituto è un libro perfettamente riuscito. L'Autore gira per la realtà, raccoglie ingredienti come una vecchia maga nel bosco e li cucina con l'abilità di uno chef stellato. A noi non resta altro che sederci e gustarli.

 

19) Cent’anni di solitudine

 Vieni a vivere a Macondo

Cent'anni di solitudine è più di un libro, è un mondo che apre le sue porte, ci cattura e ci avvolge. È la storia degli esseri umani che da sempre si ripete, in contesti e con personaggi diversi, ma sempre intrisa di passioni, intensità, dolore e vita. È la storia del legame che unisce una generazione a un'altra, del destino che accompagna una famiglia di padre in figlio. È scoprire come ognuno si muova in un contesto che è prima e dopo di lui e di cui egli è spesso ignaro. Macondo, il luogo in cui tutto si svolge, è il principio e la fine. La filosofia del libro consiste nell'inutilità di tutto ciò che succede e che poi si dissolve per sempre.

20) La buona terra

Se tornasse il diluvio..

Mi affascina leggere vicende ben strutturate, che parlano di gente lontana da me nel tempo e/o nello spazio, costruendo una storia concreta in quotidianità diverse dalla mia. Se il libro è coinvolgente, per il tempo della lettura mi trovo proprio lì, con loro, nell’antica Roma, nella Francia del medio evo o, come in questo caso, in Cina, nei primi decenni del 1900. Ciò aiuta molto a superare il senso di ristrettezza, se non di claustrofobia, che deriva dalla consapevolezza di quanto sia piccolo il frammento di realtà entro cui si snoda la nostra breve esistenza. La buona Terra è grande anche per la saggezza che le sue pagine contengono, descrivendo una natura umana che, nei suoi aspetti fondamentali, non cambia mai. Se tornasse il diluvio e potessi portare con me solo 100 libri, lo porterei.

 

21) Donna Flor e i suoi due mariti

I colori del Brasile

Un libro che cattura tutti i colori del Brasile. Un libro nel quale la vita e la morte si incrociano e la seconda viene esorcizzata da incoscienza e allegria.

Chi ama la sregolatezza, la magia, la passione, la libertà (e Vadinho) lo amerà incondizionatamente, mentre chi ha i piedi solidamente piantati nella realtà finirà per storcere il naso e dire che è brutto, blasfemo o noioso. Per questo aspetto, può essere considerato un test: “Dimmi se ti piace e ti dirò chi sei”. Leggendolo e vagando tra i segreti dell’universo femminile, fa capire perché abbiamo bisogno di almeno due amori e uno solo non basta a riempire il cuore.

 

22) Il fu Mattia Pascal

Salire di un gradino

Pirandello non è filosofo e neppure psicoanalista. La tipologia entro cui egli si colloca attraversa filosofia e psicologia, ma non coincide con esse. È un terzo genere, diverso e affascinante. È il genere che consente di vivere e vedersi vivere e di scoprire sfaccettature dell’esistenza e dell’io altrimenti inosservate. Con il “Fu Mattia Pascal”, attraverso una trama e una lettura piacevoli, scopriamo che la vita deve darti una forma e che la forma ti imprigiona, ti inchioda a un ruolo, ti toglie la libertà di essere tutto ciò che potresti. Infinite sono le possibilità, una sola l’attualità: se agisci, perdi la libertà di essere tutto, ma, se non agisci, non sei nulla. Vivere e vedersi vivere significa salire su un gradino più alto e mettersi sulle spalle il peso di una conoscenza che moltiplica i problemi e non aiuta a vivere. Il libro è un capolavoro.

 

23) Se questo è un uomo

La dignità dell’uomo

La crudeltà nazista, quando è entrata nel novero dei perdenti, ha ispirato infiniti Autori di libri o film, che l'hanno descritta con arte, fantasia, lucidità, facendocene conoscere gli aspetti efferati e consegnando alla memoria dell'uomo una testimonianza che, purtroppo solo in teoria, dovrebbe impedire che essa possa ripetersi . In questo scenario il libro di Primo Levi, oltre a essere un luminoso tassello, si distingue per aver illustrato come la ferocia organizzata e la bestialità razionalizzata e priva di pietà possa colpire, oltre il corpo, la mente, gli affetti e le proprietà dell'uomo, la sua dignità, cioè il primo fondamentale elemento che lo caratterizza e lo rende tale.

 

24) Il ritratto di Dorian Gray

Un quadro specchio dell’anima

Oscar Wilde, come Shakespeare, è una miniera di frasi da imparare a memoria. È certo che, prima o poi, capiterà l’occasione opportuna per recitarle, perché riusciranno a descrivere proprio la situazione che staremo vivendo o vedendo. I suoi libri sono miniere di aforismi, pensati da uno degli uomini più geniali che abbiamo frequentato i salotti di tutti i tempi. Bella la storia. Fa venire a tutti il desiderio di avere un quadro così, specie quando l’età avanza e deforma ogni bellezza. Il libro ha qualche difetto grafico, ma per me ciò che conta in un volume è il suo contenuto, poiché lo compro per leggerlo e non per farne collezione.

 

25) La lettera scarlatta

A come Adulterio o A come amore?

Mi piacciono i libri che, mostrando i pregiudizi di ieri, ci aiutano a capire quelli di oggi. Un bel racconto può servire più di mille discorsi per rendere meno stupida, meno bigotta, meno triste la nostra società. Il libro è per tutti coloro i quali credono nell'amore ed è sconsigliato a quanti non sanno cosa sia oppure l'hanno dimenticato.

 

26) Frankenstein

Il fascino dell’impossibile

La scienza ci aprirà le porte del Paradiso o dell'Inferno? Il libro dà prime risposte a questa domanda, iniziando un dibattito che, dopo 300 anni, è più attuale che mai. Oggi è tecnicamente possibile che l'uomo, agendo sul patrimonio genetico, modifichi l'uomo. E' possibile andare oltre e immaginare che, in futuro, possono essere in vendita, per i più ricchi, Kit in grado di dare la vista del falco, la forza della formica, la salute del pesce. È possibile ipotizzare che "pezzi" dell'uomo siano sostituiti da parti meccaniche o parti di computer, rendendoci più forti e intelligenti. Tutto ciò ci spaventa o ci affascina? Da che parte stiamo nella perenne lotta tra scienza e conservazione? Leggendo Frankenstein probabilmente lo capiremo.

27) Misery

Istruzioni per la lettura

Poltrona comoda, meglio ancora, se estate, sdraio in giardino. Spegnere il cellulare. Ignorare il campanello della porta. Un drink con cannuccia e qualcosa da sgranocchiare per scaricare la tensione, quando la lettura si farà più sconvolgente. Ok ci siamo. Ciak si legge. Ci troviamo nelle condizioni giuste per gustare uno dei capolavori di King. Chi non ha letto nulla di lui si è perso una delle cose piacevoli della vita. È come se non avesse mai visto il sole che tramonta sul mare o ammirato da vicino le cascate di Iguazù della Gola del Diavolo.

Misery. Tutto il resto può aspettare.

 

28) L’origine della specie. L’origine dell’uomo e altri scritti sull’evoluzione. Ediz. integrale

Un libro che ha cambiato il mondo

 

 

La lettura dell’edizione integrale potrà in qualche punto risultare noiosa, ma è fondamentale per acquisire una visione del mondo non limitata ad oggi o agli ultimi cento anni, ma universale. Questo libro ha cambiato il mondo. Segna il passaggio dal mito e dalla religione alla scienza. È il pezzo del puzzle che mancava per collegare il pensiero filosofico al pensiero scientifico. È l’anello base per comprendere, in chiave evolutiva e finalistica, lo scopo dell’uomo nel creato e lo scopo dell’ essere nell’universo, componendo la contraddizione tra Parmenide ed Eraclito.

 

29) L’ultimo re

Cosa doveva fare un uomo per essere tale nell’870 d.C.

Sono appassionato di romanzi storico-sociali, cioè di romanzi che ti portano indietro nel tempo, immergendoti completamente il segmenti del passato, con un corredo di usanze, cultura, vita vissuta e creano, su di uno sfondo realistico, una narrazione fantastica, in grado di catturare il lettore, coinvolgendolo emotivamente nelle vicende dei personaggi e facendogli vivere le loro vite. All’interno di questo filone, il romanzo di Cornwell è un capolavoro. Credo che l’Autore abbia studiato l’epoca e i suoi costumi per lungo tempo. Ne consiglio vivamente la lettura a tutti coloro che amano il genere.

 

30) Le ragioni del diavolo

1010 anni fa

Se volessimo dividere, con un immaginario colpo di spada, i primi 2020 anni di vita dell’umanità, ricadremmo nel 1010, anno di nascita dell’uomo che la ricerca concretizzata in questo volume fa rivivere. Leggere le sue opere, studiare il suo pensiero è come scavare dentro secoli di polvere e detriti che il tempo ha depositato sul suo capo, come fa e farà con ognuno di noi, per recuperarne il pensiero e, con esso, la dimensione umana. Non ebbe un’esistenza avventurosa Otlone di Sankt Emmeram, né viaggiò molto, concentrando la sua vita in un convento, ma, ciononostante, fu un pensatore originale e coraggioso, capace di concepire dubbi rivoluzionari e di trovare ragioni per sostenere, con la ragione, la fede. Otlone, dal suo angolo di visuale ristretto, chiuso tra scuole religiose, preghiere monacali e polverosi documenti da copiare, fu capace di guardare il cielo, sondare l’infinito e scoprirne l’ordine e la bellezza, dando un senso alla sua vita con la ricerca dei segni lasciati dal Creatore, comprensibili anche da parte del limitato intelletto umano.

 

31) Il disprezzo

Imponente forza narrativa

Leggendo “Il Disprezzo” di Moravia, ci si rende conto di quel qualcosa in più che un “Autore doc” ha e offre rispetto agli altri. In primo luogo l’imponente forza narrativa, che non emerge da singole frasi o particolari descrizioni, ma percorre tutto il romanzo. Per rendere l’idea, è come se il libro fosse scritto in grassetto, invece che con caratteri normali. Poi la “normalità” della vicenda narrata e dei dialoghi che la accompagnano: non vi è bisogno di eventi eccezionali o colpi di teatro per tener desta l’attenzione del lettore, è la narrazione che sostiene sé stessa. Ancora, l’integrazione tra premesse e sviluppo della storia, che fa pensare a ingranaggi ben oliati che ruotino e si incastrino tra loro, conducendo in porto la navicella della storia, come un vento ben orientato, che consenta di procedere velocemente anche dopo aver ammainato le vele. Infine lo spessore culturale e psicologico che si intravede di continuo, come un bel panorama che resta sempre sullo sfondo.  Noto tutto ciò, pur non condividendo, né l’atmosfera triste e senza speranza che circonda i personaggi, né la conclusione che, volutamente, non dà alla storia l’atteso respiro finale. L’ambientazione, universale per alcuni profili, è lontana da noi per altri, come per l’immagine della donna, che meraviglia pensare fosse così soltanto pochi decenni fa.

 

32) Un divorzio tardivo

Un libro corale

Molto bello. Molto israeliano, con quel qualcosa in più, forse frutto di secoli di intelligenza, autoanalisi e orgogliosa indipendenza culturale. Originale e ben sviluppata l’idea di accendere i riflettori di volta in volta su personaggi diversi, dando luogo a una narrazione corale, capace di cogliere la complessità della realtà, anzi delle interpretazioni soggettive di essa, che ne sono la sostanza.  Nel libro, ogni “io” è un pezzetto del puzzle che conduce al “noi” e al lettore è affidato il compito di comporre l’insieme. Impietoso nell’approfondire le problematiche e i difetti umani. Lento in alcuni momenti descrittivi, ma imperdibile per chi ama la lettura.

 

33) Il Manuale delle giovani marmotte

Mitico!

Il Manuale delle giovani marmotte, volumetto nel quale Qui Quo e Qua hanno sempre trovato, quando internet non esisteva, la risposta giusta per ogni domanda, non è solo un pezzo da collezione (riproduzione fedele della storica prima edizione) o un piacevole tuffo nel passato, ma un tesoretto di consigli pratici, trucchi, idee, conoscenze, utile forse oggi più di allora, perché ci restituisce competenze e abilità dimenticate. Come sopravvivere in campeggio con piena coscienza ecologica, comunicare con bandierine o inchiostro simpatico, seguire le orme degli animali, indovinare un numero pensato da un amico, fare il bagno al cane, leggere i segnali dell’alfabeto morse sono solo alcune delle mille cose che troverete nel manuale. Certo, tutto oggi è su internet, ma la forza del manuale è nel proporle e farle scorrere tutte insieme sotto i nostri occhi, dandoci idee e sensazioni cui altrimenti non avremmo pensato.

 

34) Il Manuale di Nonna papera

Per i futuri cuochi stellati

Cosa occorre per fare un’ottima torta di mele? E come si procede? Nel manuale tutti gli ingredienti e le risposte giuste. Un vero tesoro di ricette, raccontato attraverso la storia, dal paleolitico ai giorni nostri. I nomi fantasiosi, scelti per ogni piatto, rendono tutto infinitamente più gustoso. Si spazia dal dolce al salato, dai cibi alle bevande, senza soluzione di continuità. Impareremo a preparare il croccante di Arianna e le cartine di Tiro, anche in versione Cartagine, la torta Regina di Saba e il ciambellone di Achille. Chi non vorrebbe bere il ricostituente di Sansone, deliziarsi con le meringhe veneziane e rimpinzarsi di pizza latina, dopo un antipasto di frittata di Paride? Un manuale bellissimo per le bambine? No! Da regalare anche ai maschietti, futuri cuochi stellati.

 

35) La croce e la mezzaluna

Full immersion nel 1571

Cosa occorre per fare un’ottima torta di mele? E come si procede? Nel manuale tutti gli ingredienti e le risposte giuste. Libri così ce ne dovrebbero essere per ogni evento storico, più o meno antico. L’accuratezza delle fonti e le citazioni di documenti dell’epoca consente di delineare fedelmente lo scenario e lo sviluppo degli avvenimenti. Il libro mi ha dato ciò che cercavo, vale a dire una full immersion nel 1571. Mi colpisce il fervore religioso dell’epoca, per alcuni motivazione autentica e forte e per altri realtà da strumentalizzare per i propri fini. Una delle differenze rispetto a noi, che ci fa capire quanto il mondo sia mutato, consiste nella lentezza delle comunicazioni. La notizia di una vittoria o di una sconfitta, di un assedio o un naufragio poteva arrivare dopo mesi; le trattative tra Stati, in assenza di summit, erano lente come lumache. Mi spaventano la rivelazione della ferocia umana, allora meno nascosta rispetto a oggi, ma forse uguale, e il poco valore che si dava alla vita umana. Molto attuale il confronto tra eroismo, viltà e tradimento. In quell’epoca un uomo solo poteva fare la differenza.

 

36) Veronica decide di morire

L’amarezza che uccide l’anima

Il libro, come sempre con Coelho, vive di sensazioni, soggettivismo e un pizzico di magia. Questa volta, però, gli ingredienti non creano un prodotto eccezionale, ma un libro che rischia di cadere nell’ovvio, affermando cose risapute e, per quanto riguarda gli ospedali psichiatrici, in buona parte superate. La parte migliore consiste nella descrizione dell’ “amarezza” che la vita produce e nell’analisi di ciò che difese eccessive verso l’esterno possono determinare, lasciando sguarnito l’interno e indifesa l’anima. Vi è una forte accentuazione dell’invito a “liberarsi” dai condizionamenti, che, in una scena del libro, assume tinte molto forti e forse esagerate. Il messaggio conclusivo è positivo, ma prevedibile. L’effetto sorpresa, se voluto, non riesce.

 

37) La casta

Così va il mondo

“Così va il mondo o meglio così andava nel secolo decimo settimo”, scriveva Manzoni. Parafrasando, potremo dire che “La casta”, pubblicato nel 2007, si riferisca a come andavano le cose all’epoca, mentre ora..   Un’impressionante serie di notizie, storie, aneddoti, ampiamente documentati, capace di far aprire gli occhi anche a chi voglia tenerli ostinatamente chiusi. La lettura non è proprio scorrevole e la grande mole di episodi analoghi può apparire ripetitiva, ma vale la pena di leggerlo o rileggerlo, in attesa che qualcuno raccolga i dati dei tredici anni successivi. Idea regalo per i più giovani.

 

38) Il dio del 36° piano

Pensiero alternativo

Il libro merita il massimo dei voti, non perché susciti fulminanti emozioni o sia scritto con la penna dei capolavori, ma perché apre la mente su possibilità ulteriori, mette in discussione i nostri modelli, ci induce a pensare a come potrebbe evolversi la società. All’interno del filone fantascienza è un esempio di racconti fantasociali, cioè di racconti che partono dalla realtà concreta, da fenomeni in corso di svolgimento e ne immaginano i possibili sviluppi, guardano avanti, al di là del piccolo spazio che ciascuno di noi ha davanti al proprio naso. Per alcuni aspetti è datato, per altri sa di antico (risale agli anni settanta),  ma ancora oggi proietta la mente verso il futuro.

 

39) Spacefood

Ai confini della galassia

Il libro può definirsi un viaggio “gastronomico” fino ai confini della galassia, vissuto in buonissima parte a tavola, dinanzi a prelibate pietanze, da personaggi dotati di non comune capacità di apprezzarle e consumarle.   (Il ristorante, nota l’Autore, è il luogo che gli esseri viventi prediligono più di ogni altro per momenti di socialità e affari).

Fili conduttori della vicenda sono un surreale che disvela il reale e un’ironia (di cui sono vittime soprattutto consorterie cui non tutti sono ammessi, trasmissioni televisive e aziende che premiano i loro migliori impiegati), che rende piacevole e fluida la storia, condita da un’inventiva davvero inesauribile e capace di far scoppiare impreviste risate.

L’idea consiste nel mostrare non l’eccezionalità, ma la normalità del futuro, proiettando in esso il presente. L’ambientazione è insolita e l’insolito, si sa, è un terreno scivoloso, nel quale non si gode dell’aiuto del consueto, che il lettore è già abituato ad accettare. Il nostro Autore, tuttavia, si muove bene in esso. Lasciamoci perciò condurre da lui in un mondo nel quale si può essere teletrasportati “a pacchetti”, vi sono luoghi nei quali spazio e tempo si annullano a vicenda, sedie anatomiche che assumono al millimetro la forma dell’occupante e continui disastri, nei quali la medicina del futuro può, di due persone distrutte, recuperare l’occorrente per rifarne almeno una.

 

40) Fu sera e fu mattina

Il fiume della vita scorre dinanzi ai nostri occhi

Se devo valutarlo in assoluto, è certamente un buon libro, che prende e fa compagnia per 780 pagine, in un volume che rifugge dai caratteri piccoli e può essere letto anche senza occhiali da chi non abbia eccessive diottrie (il che è una non trascurabile comodità). Se invece lo considero un libro di Ken Follet, dal quale mi aspetto sempre moltissimo, mi ha un po' deluso, è un tantino meno avvincente di altri e in qualche parte addirittura lento. Poiché mi affeziono subito ai personaggi, non mi è piaciuto neppure che la storia li maltratti un po' troppo, fin sulla soglia delle pagine finali. Come spesso avviene nei romanzi di Follet, vi è ampiezza di scenario temporale, la vicenda attraversa un buon arco di tempo e mostra come le situazioni si evolvano e il fiume della vita scorra, anche prescindendo dai singoli individui. Sullo sfondo la consueta conoscenza dell’Autore dell’animo e delle passioni umane e la capacità di ricostruzione storica, che ci porta in epoche diverse e ce le fa conoscere, come e più di un libro di storia.  

 

41) Mini enciclopedia del diritto della persona e della famiglia

Un grande affresco informativo

La Mini enciclopedia del diritto della persona e della famiglia, disobbedendo ai luoghi comuni, mostra come un libro giuridico divulgativo possa essere di piacevole lettura. Non siamo in presenza di un trattato, ma di un “affresco informativo”, scritto a sei mani da operatori di larghissima e nota esperienza nel campo, che conducono per mano il lettore attraverso una lettura seria e contenutistica delle norme, costellata da aneddoti, pillole di esperienza, fatti concreti, idonea a determinare una non comune comprensione della materia. Un libro per i cittadini del nostro tempo, che vogliano essere consapevolmente tali, in un mondo nel quale il concetto di famiglia è in aperta evoluzione e i diritti della persona trovano nuovi inaspettati confini, con contrasti, a volte aspri, tra concezioni tradizionali e innovative, per i quali solo il diritto può scrivere “non definitive” conclusioni.

 

42) I misteri di Marsiglia

I grandi Autori danno sempre qualcosa in più

Il romanzo ci conduce in un mondo del tutto diverso dall'attuale, sia per ambientazione, che psicologia dei personaggi, ruoli di genere, modi di vita. Non è un capolavoro, ma è di piacevole lettura, specialmente nella parte in cui si immerge nei disordini repubblicani di Marsiglia, pilotando le vicende delle parti attraverso di essi. Distingue nettamente il bene dal male ed è altrettanto netto nel condurre i protagonisti verso un epilogo, nel quale si sciolgono tutti i nodi, con un senso di giustizia che purtroppo non appartiene alla realtà. E' chiaramente un romanzo giovanile, scritto con idealismo da un Autore che già possiede una penna in grado di catturare l'attenzione del lettore. Non condivisibile la scelta di anticipare nel titolo del paragrafo i successivi eventi: una serie, diremmo oggi, di spoiler.

 

43) Un cavaliere e il suo re

Una serie che appassiona

Rientra nel genere del romanzo storico nel quale l’Autore resta fedele, nelle linee generali, alla verità e ritaglia per sé, dentro di essa, uno spazio di fantasia e libertà, che esalta la vicenda e appassiona il lettore. Un ottimo mix, che in questo volume viene interpretato splendidamente, regalando una lettura che avvince e fa desiderare di riprenderla, ogni volta che venga interrotta. Chi vuole, può identificarsi in Uhtred e provare le sue sensazioni di guerriero, che si immerge nella battaglia ed è tutt’uno con essa, sente sulla pelle la forza e accetta il pericolo e la paura, inebriandosi attraverso di essi, senza tuttavia perdere il senso della propria umanità. Uhtred piace perché è così lontano da noi, dalla nostra vita sedentaria e protetta, perché è attratto dall’avventura, perché sa riconoscere l’amicizia e l’amore.

44) Elevation

Un King diverso

Il libro può essere letto come una metafora, una metafora della corsa della vita verso la certezza della morte, esorcizzata da un “pensare positivo” che accetta tranquillamente la condizione umana e ne prende il buono, come l’amicizia (non l’amore!) e la lotta alla cattiveria e ai pregiudizi. Il finale è liberatorio e scintillante. Manca del tutto, nel libro, l’elemento “paura” che caratterizza molte opere di Stephen King. Il lettore non è indotto a rabbrividire, quanto piuttosto a riflettere. In alcune parti non sembra neppure un suo lavoro, ma poi qualche geniale tratto di penna, un brusco cambio di marcia, ce lo fanno riconoscere e apprezzare.

45) Il rasoio di Asimov

Un pomeriggio festivo passato a correggere compiti

Un libro piacevole e godibilissimo. La breve storia corre attraverso i binari della quotidianità, inserendosi perfettamente in essi, come un oggetto in una custodia appositamente creata per contenerlo. Non si legge solo per capire come finirà la vicenda, di genere “giallo”, ma per respirarne l’atmosfera, fatta di scuola, di modi di dire milanesi, di rapporti stagionati di coppia, in cui ognuno conosce l’altro tanto da sapere in anticipo cosa dirà e cosa farà, di persone che amano i libri e la cultura, di problemi giovanili attuali e concreti. Vi sono tutti gli ingredienti per tenere desto l’interesse fino alla fine, senza pretese e senza bisogno che accadano eventi straordinari. Un libro tutto casa e scuola, di orecchiette da portare in tavola, compiti da correggere e buoni propositi.

46) Ottobre in giallo a Milano (F. Recami)

Nel tempo di un caffè

Una storia che si legge nel tempo di un caffè e ha il sapore di un simpatico break. Porta a Milano, luogo dove tutto è possibile e tutto può riempirsi di nebbia e segue lo “strano caso” di un pensionato con le sue manie e le sue fughe da un mondo che all’improvviso sembra essergli divenuto ostile. Storia senza pretese, di solitudine e timore, di un anziano che non segue linee razionali di comportamento e sogna di tornare nei binari della sua vita normale. Lettura piacevole e leggera.

47) La scatola dei bottoni di Gwendy

Avvincente, ma non travolgente

Avvincente, ma non travolgente, crea attese, ma non pathos, ci si chiede come andrà a finire, ma senza un crescendo di emozioni. Da Stephen King, maestro nella gestione di paure ed emozioni, che scriva da solo o a doppia firma, ci aspettiamo sempre il massimo e, quando ci troviamo di fronte semplicemente a un buon libro e non a un capolavoro sembra che ci manchi qualcosa. Il racconto parte da un’idea brillante e poggia sul riuscito personaggio della protagonista. È breve e viene gonfiato con un po' di pagine bianche. Comunque da leggere.

48) Prego, digiti il pin ..

Vero, ironico e piacevole

Un libro che sembra scritto a più mani, per la capacità dell’autrice di immedesimarsi nella realtà quotidiana e nella gente che la vive. Un libro corale, ricco di umanità e di vita vissuta. C’è dentro tutta una vita, anzi ve ne sono molte. Apre una porta su di un mondo riservato agli addetti ai lavori, facendoti vedere l’altra metà della Luna, che esiste dietro la impenetrabile barriera divisoria che divide dal pubblico gli operatori del servizio postale. A volte ti fa pensare che ascoltare gli aneddoti per cui si caratterizza, magari davanti a una pizza e una birra, direttamente dall’autrice, sarebbe, grazie alla sua verve, ancora più divertente che leggerli, ma il libro non scade mai nel banale e conserva in tutte le pagine motivi di interesse. Un grazie a Rita Giura che, con questo volume, ci fa sorridere.

49) L’avvenire di un’illusione

Le religioni sono create dall’uomo e perciò rispecchiano i suoi sogni

Freud contesta le religioni in modo univoco, ma al tempo stesso garbato e rispettoso dei sentimenti altrui. La sua spiegazione psicoanalitica è un viaggio tra desideri e pulsioni, che tiene conto di quella che è la nota che maggiormente caratterizza la condizione umana, vale a dire la vulnerabilità. L’uomo, di fronte alle forze della natura, alle avversità, alla morte, è e si sente profondamente indifeso e bisognoso di protezione. La religione è un sogno, una risposta a questo insopprimibile bisogno. L’uomo vuole protezione e giustizia e cerca rifugio in un’illusione che le assicuri entrambe. La prima realtà dell’uomo è quella dell’infanzia e la religione si modella sulle sensazioni dell’infanzia, nella quale i genitori rappresentano la protezione, la sicurezza, il soddisfacimento di tutti i bisogni e, al tempo stesso, l’autorità che può punire. I genitori colmano il bisogno di amore, danno unicità al bambino. Il sentimento religioso, radicandosi nella prima fase della vita, assume le medesime caratteristiche del rapporto tra genitore e bambino.

L’infanzia dell’umanità è tuttavia destinata a essere superata e ciò determina il giudizio di Freud sul futuro della religione, sull’avvenire dell’illusione che essa incarna.

50) Martin Eden

Fuori dal coro

Preferisco mille volte i romanzi di avventura scritti da London, che non questo libro para autobiografico. L’Autore vi ha riversato dentro il suo mal de vivre, disegnando una trama, che parte da premesse e speranze da cui traspare una forte volontà di vita, per approdare a un finale di disadattamento e noia, nel quale si spegne il desiderio di “sopportare l’accecante luce della vita”. Non poteva piacermi un libro nel quale i valori positivi vengono sconfitti da qualcosa che non è una malattia e non ha una ragione, ma piuttosto è il nulla. E il peggio è che, per arrivare a questo approdo, a parte alcune intelligenti riflessioni, il percorso narrativo è piuttosto noioso. Se poi London voleva realizzare una metafora della vita, annoiando per esprimere la noia e illudendo per poter disilludere, allora si deve riconoscere che è riuscito nell’intento.

51) TOBA La prima sconfitta della morte

Da leggere

L’umanità ha un nemico, che è nemico di tutto ciò che respira, si muove, prova sensazioni. Può definirsi “non essere”, nulla o entropia ed è implacabile nell’opporsi agli sforzi dell’uomo. Una delle sue armi più efficaci è la morte. Ma, anche per quella, La scienza può trovare rimedi. Replicando il DNA della Turritopsis nutricula, nota come medusa immortale, che quando è giunta la sua ora scende sul fondo del mare e si rigenera, si può dare agli umani la possibilità di vivere una seconda volta. In un mondo i cui abitanti godono di questa possibilità, la prima vita viene vissuta per fare esperienze e la seconda (e ultima) per vivere davvero. Il professore Claudio, già protagonista di mille avventure, entra in questo mondo nel corso di un suo involontario viaggio, che parte da un lontano passato e lo conduce verso un presente potenzialmente catastrofico, tra colpi di scena e vicende umane di invidia, gelosia e amore. Un libro travolgente, da leggere a tutti i costi.

 

52) GLORIOSI BASTARDI

Un puzzle che si svela lentamente

Non è agevole, per un lettore tradizionale come me, ritrovarsi in un libro come “Bastardi Gloriosi”, tuffarsi, senza particolare preparazione, in uno scenario oscuro, connotato da un persistente senso di paura e orrore, nel quale si incrociano spade e stregoneria e che si presenta tinto di dark e di comic, fantasy romanticizzato e distopia, ma poi qualcosa viene in aiuto e personaggi strani cominciano a diventare familiari. Un uomo-tasso ti fa trepidare per i pericoli che corre e l’antieroe che rappresenta, una fanciulla bellissima ti conquista e ti fa desiderare di conoscere il seguito delle sue avventure, un cavaliere ti intriga interpretando una sua particolare partita a scacchi. Il libro è un puzzle, nel quale la storia si disvela lentamente e il lettore attento immagina un collegamento tra i tasselli via via inseriti nella parete est del pannello e quelli della parte ovest o sud e, proseguendo la lettura, trova conferma della sua intuizione nei capitoli finali, quando l’immagine viene scoperta integralmente. Gloriosi bastardi è una visione vivida, i cui tentacoli si spingono al di là dei limiti dell’universo e della vita; è una storia appetibile, scritta da penne che, sin dalle prime battute sanno dare forma concreta ai personaggi e ai paesaggi che essi attraversano; è un viaggio da incubo, attraverso le peggiori paure, vissuto da protagonisti che scivolano impunemente in esse; è la rappresentazione di uno scenario onirico, sapientemente costruito da grandi capacità di immaginare e spaziare tra forme, colori e odori ignoti. Può considerarsi una raffigurazione del futuro o una spiegazione filosofica dei mondi, chiusi in una statua come in una nave in bottiglia, una storia narrata con un linguaggio a volte aspro, ma adeguato alle immagini e ai contenuti che esprime. Il libro è paragonabile a un videogioco, nel quale il giocatore può piacevolmente interagire e la sua trama potrebbe divenirne la base, adattandosi a una grafica sofisticata e a un prodotto di successo. Ha un ritmo incalzante, nel quale gli avvenimenti si sovrappongono senza tirare il fiato. Buona lettura e fatemi sapere se anche per voi, come per me, la preferita sarà Gormlada di Valmoria e se lo stile narrativo Show don’t tell consentirà di vedere schiudersi davanti a voi la scena, attraverso l’azione, più di quanto spiegazione e dialoghi potrebbero fare.

53) IL DESERTO DEI TARTARI

Agghiacciante descrizione della vita

Nel Deserto dei Tartari “le pagine grigie dei giorni e le pagine nere delle notti”, cadendo l’una sull’altra, aumentano l’affanno di “non fare più in tempo” e date che una volta erano parse inverosimili, per la loro lontananza, “si affacciano improvvisamente”. Difficilmente può trovarsi migliore descrizione dello scorrere del tempo, dell’affievolirsi delle speranze, dell’essere ingoiati da una routine che non lascia spazio a null’altro, del progressivo e inesorabile passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia, del come i giorni, gli anni e la vita intera possano sfuggire dalle mani progressivamente, senza che il loro detentore se ne renda conto, se non quando è troppo tardi. Il libro attrae e affascina, senza accadimenti eclatanti o colpi di scena, senza una robusta trama che, con i suoi intrecci, mantenga desta l’attenzione del lettore. La storia scorre semplice, nutrendosi di piccole cose. Non ha bisogno di effetti speciali, perché, se ne facesse uso, non assomiglierebbe e non sarebbe più una metafora della vita e della solitudine dell’uomo.

54) Serenata senza nome

Un tuffo nel passato

Più di un motivo contribuisce al fascino del romanzo. Napoli, con i luoghi che l’identificano e la caratterizzano, la napoletanità, un’entità che si respira e che avvolge, il passato, con la memoria di riti e modi di essere, che a volte fanno sorridere e a volte suscitano rimpianto per qualcosa che si è perduto per sempre. In tale contesto si snoda lentamente una trama che crea motivi di interesse, come ogni giallo deve fare e si vale di personaggi fortemente (in qualche caso fin troppo) caratterizzati. Il racconto è scandito dai ritmi di una pioggia triste e sottile e che costituisce la cornice entro cui il commissario (un eroe a sua volta triste, benché abbia la fortuna di essere amato da tutte le donne) svolge le sue indagini, accompagnato dal fido Maione, che forse è la figura più riuscita del libro). La pioggia sembra simboleggiare il destino di ciascuna persona, chiusa senza speranze nel suo piccolo cerchio di realtà e nelle sue illusioni.

55) L’amante dell’Orsa maggiore

Se non fosse stato arrestato, non avrebbe scritto un libro di successo

È un libro particolare, che porta il lettore in un mondo lontano nello spazio e nel tempo, che viene delineato in modo vivido, dando la precisa sensazione di esserci dentro e provocando immedesimazione con il protagonista. Nonostante la vicenda trattata abbia tratti di ripetitività, il libro mantiene sempre alto il livello di interesse. Espressione di realismo, frutto di vicende forse romanzate ma con palese base autobiografica (l'autore era stato contrabbandiere e per questo condannato a 15 anni di carcere), il libro (scritto in carcere) mostra come un evento apparentemente negativo come la richiamata condanna, può trasformarsi in un fattore di successo.




Bruno de Filippis

Bruno de Filippis, magistrato dal 1978, autore di numerosissime opere giuridiche, pubblicate dalle maggiori case editrici nazionali, direttore e curatore di collane, più volte ascoltato come esperto di diritto di famiglia dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha collaborato alla stesura di leggi, tra cui la 54/2006, in tema di affidamento condiviso dei figli nella separazione e nel divorzio. Ha presieduto o ha partecipato come relatore ad innumerevoli convegni in svariate località italiane. Ha diretto l’attività di commissioni di studio per la riforma del diritto di famiglia. Ha elaborato progetti di riforma per il riconoscimento dei diritti delle coppie non matrimoniali e delle coppie composte da persone dello stesso sesso, dei minorenni adottati nelle forme dell’adozione in casi particolari, dei nati da madri che non intendono essere nominate e delle persone che ricorrono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.